Camera di Commercio di Genova | Controllo clausole vessatorie


Controllo clausole vessatorie





L'attività di regolazione del mercato si realizza anche attraverso la vigilanza sulle condizioni contrattuali, a tutela non solo dei consumatori ma anche per garantire che la concorrenza tra gli operatori commerciali avvenga nell'ambito della correttezza commerciale.

Fondamentale riferimento in questo campo è il "Codice del consumo" (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206).

La vigilanza sulle "clausole vessatorie nel contratto tra professionista e consumatore" è infatti regolata dalla terza parte del "Codice del consumo", dedicata al "Rapporto di consumo".

La normativa sui "contratti del consumatore" - introdotta in Italia nel 1996 - si applica ai contratti predisposti unilateralmente dal professionista e definisce le figure del:

  • consumatore come la persona fisica che conclude un contratto con uno scopo non professionale o imprenditoriale
  • professionista come la persona fisica o giuridica che conclude un contratto incluso nella sua sfera professionale o imprenditoriale

 

Obiettivo della disciplina è di evitare che il professionista imponga al consumatore condizioni non equilibrate, definendo clausole vessatorie "le clausole che determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto".

 

La vessatorietà è esclusa:

  • in quasi tutte le ipotesi in cui la clausola è stata esplicitamente discussa e liberamente contrattata dalle parti
  • quando la clausola riproduce disposizioni di leggi nazionali o comunitarie.

 

La presenza di clausole vessatorie comporta l'esclusione di queste dal contratto, il quale rimane efficace per tutti gli altri aspetti. L'inefficacia opera soltanto a vantaggio del consumatore, che può farla valere davanti a un Giudice.

Essendo questa strada talvolta onerosa per il consumatore, la normativa ha introdotto meccanismi che consentono l'intervento delle Associazioni rappresentative dei consumatori e delle Camere di Commercio (vedi art. 37 decreto legislativo 206/2005).

 

Il ruolo della Camera di Commercio si esplica attraverso l'avvio di una azione inibitoria: rimedio generale, volto a evitare che vengano utilizzati contratti che contengono clausole "abusive". Attraverso l'azione si ottiene dal giudice il divieto per il professionista o l'associazione di professionisti di continuare ad inserire nei contratti le clausole ritenute lesive dei diritti dei consumatori.

 

La Camera di Commercio di Genova ha istituito una Commissione di vigilanza sulle clausole vessatorie, composta da funzionari camerali, giuristi ed esperti esterni, la quale interviene per verificare ed evitare che nei contratti prestampati, sottoposti alla firma dei consumatori, siano inserite clausole penalizzanti o che comunque creino un significativo squilibrio nelle obbligazioni a carico della parte più debole.

 

L'intervento può essere:

  • preventivo, operando sulle condizioni generali del contratto
  • successivo, colpendo il singolo contratto già concluso

 

Alla Commissione possono rivolgersi singoli consumatori o associazioni (sia di consumatori che di categoria), segnalando i casi di utilizzo o diffusione di modulistica che si ritiene contenere "clausole vessatorie".