Camera di Commercio di Genova | La storia della Camera


La storia della Camera




La Camera di Commercio di Genova fu istituita da Napoleone, nel periodo di annessione della Liguria alla Francia (1805/1815), con decreto del 17 giugno 1805 emesso da G.B. de Champany, Ministro dell'Interno. Le Camere di Commercio erano nate appunto in Francia, e la prima era stata quella di Marsiglia, fondata nel 1599. All'atto della fondazione, la Camera di Genova era composta da 15 membri, scelti fra i principali commercianti della città, presieduti dal banchiere Antonio Delarue. I primi atti della sua lunga storia furono in lingua francese.

Con il Congresso di Vienna (1815) la Repubblica Ligure venne annessa al Regno di Sardegna ed inizialmente la monarchia sabauda trovò a Genova una forte opposizione, ma Camera si adoperò per sanare questi dissidi e favorire una ripresa dell'economia. Quando questo avvenne, i commercianti genovesi decisero addirittura, con l'appoggio della Camera, di offrire al re di Sardegna una fregata , il "Commercio di Genova".

Nel contempo la Camera seguiva con vivo interesse le nuove scoperte, specie nel campo delle comunicazioni, che riteneva elemento essenziale per lo sviluppo dei commercio; promosse la costruzione della ferrovia Genova - Torino, che fu inaugurata nel 1854, ed il nuovo collegamento favorì lo sviluppo delle imprese meccaniche liguri, da tempo alla ricerca di nuovi sbocchi commerciali. Continuò ad occuparsi di problemi marittimi e dei nuovi battelli a vapore. Ed è in questa ottica che la Camera di Commercio si interessò e partecipò attivamente all'iniziativa di Ferdinando de Lesseps per l'apertura del Canale di Suez e promosse, inoltre, la costruzione di nuove e moderne infrastrutture portuali e l'apertura di vie di collegamento con i paesi d'oltralpe, come Francia e Svizzera.

Sempre in tema di infrastrutture, la Camera contribuì alla realizzazione della Carrettiera Carlo Alberto (strada litoranea lungo il porto, oggi Via Gramsci), sostenne la crescita del Porto Franco e, dal 1877, gestì direttamente il Deposito Franco.

Nel 1850 il Ministero dell'Agricoltura e del Commercio affidò alla Camera, che già se ne occupava da tempo, la gestione della Borsa di Commercio, che riuniva agenti di cambio e sensali. Nel 1912 l'attività della Borsa Merci e della Borsa Valori furono separate: la prima proseguì l'attività nella storica sede della Loggia della Mercanzia, mentre la seconda si trasferì nel nuovo palazzo della Borsa Valori. Nel 1861, infine, la Camera fu parte attiva nella fondazione e nello sviluppo del Registro navale Italiano per la classificazione delle imbarcazioni.

Nel 1862, dopo l'unità nazionale, la legge istitutiva delle Camere di Commercio ne mutò la denominazione in Camera di Commercio e Arti di Genova.

Nel 1903 la Camera entrò con tre delegati nel Consorzio Autonomo del Porto, il primo d'Italia, per gestire in modo autonomo ed efficace l'amministrazione portuale, nella convinzione che "migliorare le condizioni del porto di Genova sia assicurare una delle pietre fondamentali sulle quali deve sorgere ed assodarsi il grande edificio della prosperità economica della nazione".

Un altro settore in cui la Camera investì energie e fondi è quello dell'istruzione professionale, finanziando l'istituzione di scuole tecniche e commerciali. Nel 1882 la Camera di Commercio aderì al movimento, promosso da Giacomo Cohen, per la creazione a Genova di corso di studi superiori di commercio (destinato a diventare in seguito la facoltà di Economia e Commercio) che consentì agli operatori di genovesi di raggiungere un livello di preparazione analogo a quello degli altri paesi d'Europa.

Nel 1910 la denominazione venne modificata in Camera di Commercio e Industria e, durante il ventennio fascista, mutò ancora in Consiglio Provinciale dell'Economia, poi dell'Economia Corporativa e infine delle Corporazioni, e ne venne esplicitamente riconosciuto il carattere pubblicistico.

Tale carattere venne riconfermato con la legge istitutiva delle Camere di Commercio, Industria e Agricoltura, il d.l. luogotenenziale n. 315 del 21 settembre 1944, mentre solo nel 1966 si arrivò alla denominazione attuale di Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Genova. Il decreto del '44, in origine, stabiliva un regime transitorio in attesa di una più organica riforma del sistema, ma tale assetto restò in vigore per cinquant'anni, fino alla legge n. 580 del 1993.

All'inizio del secondo dopoguerra la Camera di Commercio di Genova giocò un ruolo importante nell'apertura degli ambienti cittadini alle prospettive della cooperazione su scala internazionale e in particolar modo all'Europa. La Camera sostenne la pubblicazione della rivista "Economia Internazionale", a cura dell'omonimo Istituto, inaugurato nel 1946 dal Presidente della Repubblica Enrico De Nicola. All'Istituto facevano capo un gruppo di economisti eminenti a livello nazionale ed europeo, che nel 1952 organizzarono uno dei primi convegni italiani sull'economia della Federazione europea, i cui atti furono poi pubblicati dalla rivista "Economia Internazionale"; anche la pubblicazione camerale "Le Compere di San Giorgio", trattò diffusamente i temi dell'unificazione economica. Il contributo della Camera allo sviluppo del temi europei si concretizzò anche nell'appoggio alle attività del Movimento Federalista Europeo, che addirittura ospitò nei propri locali.

Nel periodo della ricostruzione e del boom economico, la Camera di Commercio fu particolarmente attenta ai problemi dei trasporti e delle infrastrutture, quali strade, ferrovie, autostrade, aeroporto. In particolare, fu l'Ente che contribuì maggiormente alla realizzazione dell'Aeroporto Cristoforo Colombo, inaugurato nel 1962. Studiò e si impegnò a fondo sui problemi del porto e dei suoi traffici dando forte impulso a contatti e scambi con altri scali italiani ed esteri. Grande fu anche l'attenzione ai problemi dello sviluppo tecnologico delle piccole aziende e al rilancio delle imprese artigiane operanti sul territorio.

A partire dagli anni '70 la Camera di Commercio di Genova, come peraltro l'intero sistema camerale nazionale, fu all'avanguardia nella creazione di un sistema informatico di grande efficienza, sistema che ha modificato nel tempo il rapporto con il pubblico camerale, fino alla recentissima introduzione della via telematica come strumento prioritario di dialogo con l'utenza.

 


 

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