Camera di Commercio di Genova | La Borsa a Genova prima del 1912


La Borsa a Genova prima del 1912




A Genova, fin dall'età comunale, i commercianti trattavano gli affari più importanti nella Piazza di Banchi, dove sorgeva un'apposita Loggia, nella quale i principali mercanti e notai gestivano i loro "banchi".

A partire dalla fine del 1700 le contrattazioni si diffusero per tutta la città: nei privati scagni, in Portofranco, a Palazzo San Giorgio e sempre in Piazza Banchi. Le resistenze dei mercanti a concentrare gli scambi in un luogo dedicato non impedirono alla Camera di Commercio di svolgere un ruolo di sorveglianza sul mercato.

E infatti, nel 1822, istituita un'apposita commissione, la Camera iniziò a rendere pubblico il "corso dei cambi" che fissava, sulla base dei prezzi medi contrattati, i cambi tra Genova e le principali piazze commerciali d'Europa.

Nel 1840 la restaurata Loggia di Banchi veniva ufficialmente consegnata alla Camera e dedicata alle contrattazioni di Borsa: un primo regolamento camerale stabiliva orari e compiti, fra i quali quelli del portiere che "doveva essere vestito con abito blu, con colletto rosso e tenere in mano un bastone di canna d'India con grosso pomo e puntale d'argento".

Ma si trattava di un mercato a in fase di regolamentazione a livello legislativo ed era ancora da definire soprattutto la figura del mediatore autorizzato alle transazioni (l'agente) ed il luogo dove queste dovevano svolgersi.

Dal 1845, comunque, il "Corso dei cambi" - in pratica il listino - iniziò a riportare le quotazioni oltre che dei titoli di stato, delle azioni di alcune società private, come la "Società per l'illuminazione a Gas" e la "Banca di Sconto", antenata della Banca d'Italia.

E finalmente, nel 1855, con decreto firmato da Cavour, nacque nella Loggia di Banchi e nell'attiguo Palazzo Senarega la "Borsa di commercio", la cui amministrazione fu subito affidata alla Camera di Commercio di Genova, che riuniva agenti di cambio e sensali legalmente autorizzati.

L'entusiasmo degli operatori per l'iniziativa di Cavour fu tale che, nel 1863, dedicarono al ministro piemontese un monumento, opera dello scultore Vincenzo Vela, che rimase nella Loggia di Banchi fino al bombardamento del 1942 che lo distrusse.

Fino al 1912 la sede delle contrattazioni rimase unica: Borsa merci e Borsa valori coabitavano nella Loggia di Banchi. Nel 1912 le due istituzioni si separarono, definitivamente: la Borsa Merci restò nella Loggia fino al 1985, la Borsa Valori si trasferì in Piazza De Ferrari, divenuta ormai il centro di tutte le attività direzionali cittadine.

 

 


 

 

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   - Palazzo Tobia Pallavicino

   - Palazzo della Borsa Valori

      - La costruzione del Palazzo

      - Il funzionamento della Borsa Valori: dalle grida alla telematica

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